Gestione rifiuti

La normativa italiana (D.Lgs. n. 152/2006) definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, per scelta o perché obbligato dalla legge a farlo.

L’elenco dettagliato dei rifiuti e la loro classificazione sono stabiliti per legge e aggiornati periodicamente. La produzione totale di rifiuti in Italia si attesta intorno a 160 milioni di tonnellate all’anno, corrispondenti all’incirca a 2.600 chilogrammi per abitante per anno. I rifiuti possono essere classificati secondo due modalità, ovvero in base alla loro origine o in base alla loro pericolosità:

La classificazione in base all’origine prevede:
•  Rifiuti Urbani (RU)
•  Rifiuti Speciali (RS)

La classificazione in base alla pericolosità prevede:
•  Rifiuti pericolosi
•  Rifiuti non pericolosi

La distinzione rifiuti urbani/speciali   rifiuti pericolosi/non pericolosi ha effetti su molte procedure tecniche legate alla gestione, come autorizzazioni, obblighi di registrazione e comunicazione annuale, individuazione del soggetto che ha il compito di provvedere al loro smaltimento, divieto di miscelazione e sistema delle sanzioni, e via di seguito. Le singole classi di rifiuto sono codificate in base al Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) in vigore. Codice a sei cifre delle quali le prime due individuano il capitolo, le seconde due il sottocapitolo e le ultime due lo specifico rifiuto.

Rifiuti Urbani

Sono considerati Rifiuti Urbani i rifiuti appartenenti alle seguenti categorie:
•  Rifiuti domestici, anche ingombranti
•  Rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade
•  Rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti su aree pubbliche
•  Rifiuti vegetali provenienti da aree verdi (giardini, parchi ed aree cimiteriali)
•  Rifiuti da attività cimiteriale

La produzione di Rifiuti Urbani in Italia è pari a circa 30 milioni di tonnellate all’anno, mentre l’andamento è connesso alle oscillazioni dei principali indicatori economici (ad es. consumi delle famiglie).
La produzione di Rifiuti Urbani pro capite in Italia si aggira intorno ai 490 kg per abitante all’anno. La maggior parte dei Rifiuti Urbani prodotti è ancora smaltita in discarica (31%), seguita dal recupero di materia delle frazioni da Raccolta Differenziata (25%), recupero energetico (19%) della frazione indifferenziata e  trattamento biologico (16%) della frazione organica da RD.

Rifiuti Speciali

Sono considerati Rifiuti Speciali i rifiuti appartenenti alle seguenti categorie:
•  Rifiuti da attività agricole e agro-industriali
•  Rifiuti da attività di demolizione, costruzione, scavo
•  Rifiuti da lavorazioni industriali e artigianali
•  Rifiuti da attività commerciali, di servizio e sanitarie
•  Rifiuti da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, da depurazione delle acque reflue e delle emissioni in atmosfera
•  Macchinari e apparecchiature deteriorate ed obsolete, veicoli fuori uso
•  Combustibile Solido Secondario (CSS)

La produzione di Rifiuti Speciali in Italia raggiunge i 130 milioni di tonnellate all’anno, con una produzione pro capite media di 2100 kg per abitante all’anno.
La maggior parte dei Rifiuti Speciali prodotti è avviata a recupero di materia (73%), seguita da altre soluzioni di smaltimento (16%), smaltimento in discarica (8%) e per ultimo troviamo il recupero energetico/incenerimento (3%).

Composizione del rifiuto

Il rifiuto, oltre all’origine e alla pericolosità, può essere classificato in base alla sua composizione.  In particolare, esistono due distinte classificazioni in base alla composizione.

Composizione merceologica

La composizione merceologica classifica i componenti sulla base di caratteristiche fisiche macroscopiche rilevabili visivamente

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Composizione elementare

La composizione elementare classifica i componenti sulla base della composizione chimica, rilevata con prove di laboratorio

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Strategie di gestione dei rifiuti

La Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea stabilisce la «gerarchia dei rifiuti», ovvero l’ordine di priorità da attuare per la prevenzione e la gestione dei rifiuti.

Le fasi previste sono le seguenti:

  • Prevenzione
  • Preparazione per il riutilizzo
  • Riciclaggio
  • Recupero di altro tipo, ad esempio il recupero di energia
  • Smaltimento